C’è una cosa che accomuna molti piccoli imprenditori che incontro: hanno fatto fare il sito, erano soddisfatti, e poi lo hanno dimenticato. Non per negligenza: semplicemente, una volta online, il sito sparisce dal radar delle cose a cui pensare. Finché non succede qualcosa.
Il problema è che “finché non succede qualcosa” può voler dire molte cose diverse. Il sito che va offline. Il sito che viene bucato e inizia a mandare spam a nome vostro. Il sito che Google smette di indicizzare perché troppo lento o non più conforme agli standard. Il sito che su smartphone è diventato illeggibile perché il mondo è andato avanti e lui no.
Il paragone con l’auto
Un’auto nuova la compri, la usi, e la porti dal meccanico ogni anno anche se non ha problemi evidenti. Non aspetti che si rompa il motore per fare il tagliando. Lo fai perché sai che la manutenzione preventiva costa molto meno della riparazione, e perché preferisci non restare a piedi sulla tangenziale.
Con il sito web vale esattamente la stessa logica, ma molti non ci pensano in questi termini. Il sito viene percepito come un oggetto statico: lo fai, lo paghi, è tuo, fine. In realtà è un sistema informatico che gira su software che si aggiorna, su server che evolvono, in un contesto normativo e tecnologico che cambia continuamente.
Cosa significa concretamente “aggiornare il sito”
Non parlo solo di aggiungere contenuti nuovi (che pure sarebbe utile): parlo della manutenzione tecnica di base.
Se il tuo sito gira su WordPress, come la grande maggioranza dei siti che realizzo, c’è un insieme di componenti software che vanno tenuti aggiornati: il nucleo della piattaforma, i plugin (quei moduli aggiuntivi che aggiungono funzioni), il tema grafico. Ogni aggiornamento non porta solo nuove funzioni: porta soprattutto correzioni di vulnerabilità di sicurezza. Ho già scritto in dettaglio di questo tema in un articolo dedicato agli aggiornamenti WordPress; qui mi interessa allargare il ragionamento.
Perché oltre agli aggiornamenti, la manutenzione comprende: verificare che i backup funzionino davvero (non basta averli configurati, bisogna testarli), controllare che il sito si carichi velocemente, tenere d’occhio eventuali errori silenziosi, verificare che i moduli di contatto funzionino, che i link non siano rotti, che il certificato SSL sia valido.
Nessuna di queste cose è complicata da fare, ma richiedono tempo, attenzione e una certa sistematicità. Priorità che, giustamente, un artigiano, un commerciante o un professionista preferiscono dedicare al proprio mestiere.
Il sito abbandonato: un rischio sottovalutato
Ho visto siti fermi al 2019 che giravano con versioni di WordPress e plugin vecchi di anni. I loro titolari non avevano avuto problemi visibili, e si sentivano tranquilli. Il fatto è che i problemi di sicurezza spesso non si vedono: il sito funziona, appare normale, ma nel frattempo qualcosa di indesiderato ci gira dentro. Lo spam viene inviato a insaputa del titolare. I dati dei visitatori vengono raccolti da qualcuno che non dovrebbe. Il sito viene usato come trampolino per attaccare altri siti.
Quando il problema emerge in modo visibile, di solito è già tardi: il danno reputazionale è fatto, e il recupero richiede tempo e risorse decisamente superiori a quanto sarebbe costata la prevenzione.
Quanto spesso va fatto il tagliando
Non esiste una risposta universale: dipende da quanto è complesso il sito, da quante funzioni ha, da quanto traffico riceve. In linea generale, un sito WordPress di piccole dimensioni ha bisogno di un controllo tecnico almeno ogni tre mesi, con interventi più frequenti se ci sono aggiornamenti critici nel mezzo.
Per i siti che seguo con un contratto di manutenzione, mi occupo di tutto questo in modo continuativo: il cliente non deve pensarci, e sa che qualcuno ha gli occhi sul sito anche quando lui è concentrato sul proprio lavoro.
Da dove si comincia
Se non sai in che stato è il tuo sito, il primo passo è scoprirlo. Ho messo a punto un servizio di checkup tecnico che analizza i principali aspetti del sito: aggiornamenti, sicurezza, velocità, funzionamento dei componenti principali, conformità di base. Al termine ricevi un report chiaro con quello che funziona e quello che andrebbe sistemato; poi decidi tu cosa fare.
Se vuoi partire da lì, trovi tutto su gustaweb.it/checkup/.