Perché si chiama spam?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai appena ricevuto l’ennesima email indesiderata, o magari hai letto la mia newsletter sul nuovo sistema antispam e ti sei chiesto: ma perché si chiama così?

È una di quelle curiosità che in molti danno per scontata, ma quando ci pensi davvero non è affatto ovvia. La parola “spam” non nasce dall’informatica,  e la sua storia è, a modo suo, esilarante.

Prima di tutto: cos’è SPAM (quello vero)

SPAM  (tutto maiuscolo)  è un marchio registrato. È una carne in scatola prodotta dall’azienda americana Hormel Foods a partire dal 1937: un mix di carne di maiale e prosciutto, economico, facile da conservare, distribuito in tutto il mondo soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il nome è un portmanteau di SPiced hAM, anche se nel corso degli anni sono circolate altre interpretazioni.

In molti paesi, soprattutto nel Regno Unito, SPAM divenne talmente diffusa e onnipresente da diventare quasi un simbolo di qualcosa che non riesci a evitare, che ti ritrovi ovunque anche senza averlo scelto.

Entra in scena Monty Python

Nel 1970, il gruppo comico britannico Monty Python’s Flying Circus trasmise uno sketch destinato a diventare leggendario.

La scena: una coppia entra in un caffè e cerca di ordinare qualcosa che non contenga SPAM. Il problema è che il menù ha SPAM in ogni singola voce — “uova e SPAM”, “SPAM bacon e SPAM”, “SPAM SPAM SPAM e SPAM” — e un gruppo di vichinghi seduti al tavolo vicino non fa altro che cantare “SPAM SPAM SPAM SPAM… wonderful SPAM!”, coprendo qualsiasi tentativo di conversazione.

Il risultato è un crescendo assurdo e irresistibile, in cui la parola SPAM viene ripetuta fino alla nausea, travolgendo tutto il resto.

Puoi (e dovresti) vederlo qui: Spam! — Monty Python (Official Sketch)

Il salto nell’informatica

Negli anni ’80 e ’90, con la diffusione di internet e dei primi sistemi di messaggistica (newsgroup, IRC, le prime email), gli utenti più smanettoni iniziarono a usare il termine spam per descrivere messaggi ripetitivi e indesiderati che “invadevano” le conversazioni — esattamente come la parola SPAM nello sketch dei Monty Python invadeva e rendeva impossibile qualsiasi dialogo.

Il termine si diffuse rapidamente e in modo del tutto spontaneo, dalla cultura geek di quegli anni fino al linguaggio comune. Oggi lo usano tutti, anche chi non ha mai visto uno sketch dei Monty Python e non sa cosa ci sia dentro una lattina di SPAM.

E la Hormel Foods?

La cosa divertente è che la Hormel Foods — l’azienda produttrice — ha sempre avuto un atteggiamento pragmatico e sorprendentemente sportivo sulla questione. Non ha mai fatto cause o battaglie legali per l’uso del termine (almeno non in modo sistematico), e anzi negli anni ha imparato a convivere con questa strana forma di fama involontaria. Sul loro sito hanno persino una sezione dedicata a chiarire la distinzione tra SPAM® (il prodotto) e spam (la posta indesiderata).

Conclusione

Quindi la prossima volta che vedi un’email con ***SPAM*** nell’oggetto, sappi che dietro quella parola c’è una lattina di carne in scatola del 1937, un gruppo di vichinghi scalmanati e il genio surreale dei Monty Python.

Poteva andare peggio.

Se vuoi capire come funziona il filtro antispam che ho installato sul server, e cosa puoi fare per tenere la posta in arrivo più pulita, leggi l’articolo dedicato.